Scuola

<p style=”text-align: justify;”>In questa sezione sono disponibili le anteprime dei materiali laboratoriali, consultabili cliccando sull’immagine di copertina. Se sei un docente delle classi che partecipano ai laboratori ForMaLit puoi scaricare direttamente le dispense effettuando l’accesso nella <a href=”http://formalit.it/scuole/accesso-docenti/”>sezione riservata</a>; se non disponi della password di accesso puoi farne richiesta scrivendo all’indirizzo email: info [at] formalit [punto] it.</p>
<strong>Laboratorio di invito alla lettura</strong>

<a href=”https://issuu.com/formalit15/docs/a.invito_lettura_2016-17″><img class=”alignnone size-thumbnail wp-image-115″ src=”http://formalit.it/wp-content/uploads/2016/11/invitolettura-150×150.png” alt=”invitolettura” width=”150″ height=”150″ /></a>

<span style=”text-decoration: underline;”>Classi prime e seconde; 2 moduli di 2 ore l’uno
</span>(solo il primo può esser svolto autonomamente)

Prima parte. <em>Leggere la città per conoscere se stessi</em><strong>
</strong>

Il laboratorio è concepito come un invito alla lettura, che permetta ai ragazzi di avvicinarsi ad alcune opere della letteratura italiana e internazionale contemporanea attraverso una lente tematica: la rappresentazione della città. Il tema viene affrontato secondo tre differenti prospettive: le <em>periferie</em> osservate nei propri caratteri di quotidianità allegorica rispetto a determinate situazioni di vita e rapporti che in tali contesti si vengono a creare; lo <em>spazio dell’altro </em>come rimosso o altrove che cova negli anfratti nascosti delle città; c’è infine la <em>città infernale</em> quale deformazione distopica di un modello del quale si cerca di indagare cause e responsabilità.

Seconda parte. <em>Scrivere la città per raccontare se stessi</em>

L’invito alla lettura può essere integrato da ulteriori due ore di laboratorio di scrittura, in cui le suggestioni ricavate dai testi potranno essere tradotte in elaborati creativi in cui verrà fatto emergere il rapporto fra lo spazio che si attraversa e lo stato d’animo di colui che lo attraversa. Il laboratorio prevede un primo lavoro di scrittura individuale a casa; gli elaborati saranno poi discussi e integrati in un percorso in classe, prestando particolare attenzione alle possibilità della scrittura nella rappresentazione dello spazio urbano.

<strong>Il lavoro e la letteratura</strong>

<a href=”https://issuu.com/formalit15/docs/1.dispensa_lavoro_letteratura_2016_”><img class=”alignnone size-thumbnail wp-image-105″ src=”http://formalit.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine-150×150.png” alt=”immaginelavoro” width=”150″ height=”150″ /></a>

<span style=”text-decoration: underline;”>Classi quinte; 2-3 ore</span>

Il lavoro è una costante antropologica che attraversa tutta la storia dell’uomo, dalle origini dell'<em>homo sapiens sapiens</em> alle lotte operaie del XX secolo. L’intento dell’iniziativa è quello di offrire un approfondimento tematico che abbia come oggetto d’indagine le rappresentazioni del lavoro nella letteratura italiana del novecento. Il laboratorio prevede la lettura di testi che appartengono anche alla seconda metà del secolo scorso: gli studenti saranno introdotti a un’epoca letterari che, spesso per motivi di tempo, difficilmente riesce a essere esaurita nel programma didattico; inoltre, grazie alla specificità del focus tematico scelto, i ragazzi avranno modo di avvicinarsi a problematiche che si fanno sempre più urgenti nel paesaggio politico contemporaneao.

<strong>La rappresentazione letteraria della città</strong>

<a href=”https://issuu.com/formalit15/docs/2.dispensa_citt___2016-17″><img class=”wp-image-103 size-thumbnail” src=”http://formalit.it/wp-content/uploads/2016/11/città-150×150.png” alt=”Dispensacitta” width=”150″ height=”150″ /></a>

<span style=”text-decoration: underline;”>Classi quarte e quinte; 2-3 ore.</span>

La realtà spaziale è profondamente connessa alla vita dell’uomo. Nei testi di questa dispensa la letteratura svolge la funzione di registrare le interferenze fra mutazioni subite dal paesaggio urbano e trasformazione dei modi di vita e di percezione. Alcuni dei grandi testi letterari del novecvento sono inquadrati attraverso i concetti di allegoria moderna e crontopo, nel tentativo di tracciare una mappa dei rapporti tra l’uomo e gli spazi urbani. Chiave simbolica per decifrare le insistenze del passato e le mutazioni del presente, la raffigurazione letteraria fornisce un modello per orientarsi all’interno di una realtà sempre più complessa e conflittuale.

<strong>Inferni del novecento
Le riprese di Dante</strong>

<a href=”https://issuu.com/formalit15/docs/4.gli_inferni_del_novecento_2016-17″><img class=”alignnone size-thumbnail wp-image-107″ src=”http://formalit.it/wp-content/uploads/2016/11/inferni-150×150.png” alt=”inferni” width=”150″ height=”150″ /></a>

<span style=”text-decoration: underline;”>Classi terze e quarte (2-3 ore)</span>

Il motivo infernale percorre la letteratura di tutti i tempi e di tutte le epoche. Dante ne ha fatto lo spazio elettivo di una delle tre cantiche della <em>Commedia</em>, imponendosi come punto di riferimento obbligato per la letteratura moderna e contemporanea, non solo italiana. All’interno delle molteplici riprese che la critica non solo recente ha puntualmente individuato, il laboratorio da noi preparato si muove secondo due direzioni. La prima introduce le problematiche legate all’intertestualità, intesa come questione per quanto possibile teorica: abbiamo inserito un primo estratto di Rabelais, parodia dell’inferno, al fine di discutere della questione al di fuori di una referenzialità troppo marcata. La seconda è invece relativa alle riprese novecentesche: l’inferno dantesco nel secolo scorso ha funzionato come termine di confronto sia per la rappresentazione della tragedia storica che per la riflessione sugli spazi marginali, quali il manicomio o il carcere. L’attenzione verterà su fenomeni di ri-uso più o meno diretto, attraverso il confronto con l’opera di Levi (cui è dedicata un’attenzione particolare), Calvino, Brecht, Šalamov.

<strong>Letteratura e tecnologia</strong>

<a href=”https://issuu.com/formalit15/docs/3.dispensa_tecnologia_2016_17″><img class=”alignnone wp-image-109 ” src=”http://formalit.it/wp-content/uploads/2016/11/scienzatec-e1482858039247.png” alt=”scienzatec” width=”110″ height=”208″ /></a>

<span style=”text-decoration: underline;”>Classi terze e quarte; 2-3 ore.</span>

Generalmente scienza e tecnologia sono due dimensioni del sapere umano percepite come staccate, se non addirittura opposte rispetto alla letteratura. Nel percorso testuale sono stati inseriti estratti che provengono da opere che, nel corso della tradizione occidentale, si sono confrontate con il progresso tecnologico rappresentando o riflettendo sull’impatto che esso ha avuto sull’uomo. A partire dalla fiducia nella razionalità e nella tecnologia di Galilei fino alle ultime innovazioni nel campo delle biotecnologie e della tecnologia dell’informazione messi in scena da scrittori contemporanei quali Don DeLillo e Dave Eggers, la dispensa mira a far emergere, nell’ambigua figuralità del testo letterario, le laceranti contraddizioni che tale processo ha comportato. Un’attenzione particolare inoltre è stata riservata ad autori fondamentali del canone letterario italiano (Leopardi, Svevo, Pirandello, Levi), nel tentativo di farne emergere la profondità rispetto a una dimensione centrale nell’immaginario contemporaneo come quella dell’innovazione tecnologica.

<strong>Letteratura e pubblicità</strong>

<a href=”https://issuu.com/formalit15/docs/5.dispensa_pubblicit___2016_17″><img class=”alignnone size-thumbnail wp-image-110″ src=”http://formalit.it/wp-content/uploads/2016/11/iconapubblicita-150×150.png” alt=”iconapubblicita” width=”150″ height=”150″ /></a>

<span style=”text-decoration: underline;”>Classi quarte e quinte; 2-3 ore. </span>

Fra il linguaggio letterario e quello pubblicitario viene a instaurarsi un parziale parallelismo, sotto il profilo della tensione narrativa, della figuralità, del legame con le emozioni e con i desideri: attraverso una prospettiva straniante, si intende condurre gli studenti a osservare l’universo pubblicitario attraverso un punto di vista solitamente ignorato, ambiguo, proprio del testo letterario. Il laboratorio dovrebbe inoltre fornire degli strumenti critici in grado di incentivare un’interpretazione attiva della nostra quotidianità e delle insidie nascoste dietro ai flussi continui di immagini e informazioni che investono il nostro orizzonte quotidiano.

<strong>La poesia italiana del secondo novecento
</strong>

<a href=”http://issuu.com/formalit15/docs/6.poesia_italiana_degli_anni_sessan” target=”_blank” rel=”noopener noreferrer”><img class=”alignnone wp-image-296 size-thumbnail” src=”http://formalit.it/wp-content/uploads/2016/12/GHIRRI-150×150.jpg” width=”150″ height=”150″ /></a>

<span style=”text-decoration: underline;”>Classi quarte e quinte; 2-3 ore. </span>
<p style=”text-align: left;”>Con questa iniziativa si vuole proporre un percorso attraverso la poesia italiana del secondo novecento, focalizzato in modo particolare sugli autori e sui testi degli anni Sessanta. Gli studenti verranno introdotti ad una questione della storia letteraria che per varie ragioni rimane fuori dai programmi scolastici, con la precisa finalità di mostrare un oggetto complesso come quello della poesia nelle sue capacità specifiche di dire la realtà. Se un fine che ci si propone è quello di far conoscere ai ragazzi la contemporaneità letteraria, si crede inoltre che la poesia degli anni sessanta abbia un valore intrinseco, nella sentita necessità di trasformarsi per poter essere contemporanea al suo tempo. Di fronte ai mutamenti socio-economici e culturali di quegli anni la poesia non rimane inerte. L’interesse portato su queste trasformazioni (sul piano del soggetto, dell’inclusività del reale e delle forme) può far conoscere le potenzialità di un genere, come quello della poesia, complicato da mediare ma di sicura importanza. La proposta, poi, di alcuni testi della più stretta contemporaneità ha il fine di mostrare ai ragazzi come tutt’oggi la poesia sia qualcosa che si scrive, si legge e che continua a dire qualcosa sul nostro mondo.</p>
<p style=”text-align: left;”><strong>Luigi Meneghello. La lingua dell’esperienza</strong></p>
<p style=”text-align: left;”><a href=”http://issuu.com/formalit15/docs/7.luigi_meneghello_la_lingua_dell_e”><img class=”alignnone wp-image-299 size-thumbnail” src=”http://formalit.it/wp-content/uploads/2016/12/meneghello-150×150.png” width=”150″ height=”150″ /></a></p>
<span style=”text-decoration: underline;”>Classi quarte e quinte; 2-3 ore. </span>

Narratore antiretorico e antieroico della Resistenza, testimone fedele ma ironico di un Veneto contadino di cui abbiamo perso le tracce, lettore della mutazione regionale e nazionale nel secondo Novecento: Luigi Meneghello è nato a Malo nel 1922, la sua opera è radicata in luoghi particolari (come la città in cui è nato) e distanti (Reading), ma non smette di interrogarci sulle questioni universali, come uomini e come italiani del XXI secolo. Il laboratorio traccia un percorso attraverso l’opera dello scrittore veneto legando tra loro i temi dell’appartenenza, del ricordo, del dispatrio e della mutazione.

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