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La poesia italiana del secondo novecento

Laboratorio per il triennio

Con questo laboratorio si vuole proporre un percorso attraverso la poesia italiana del secondo Novecento, focalizzato in modo particolare sugli autori e sui testi degli anni Sessanta. Gli studenti verranno introdotti ad una questione della storia letteraria che per varie ragioni rimane fuori dai programmi scolastici, con la precisa finalità di mostrare un oggetto complesso come quello della poesia nelle sue capacità specifiche di dire la realtà. Se un fine che ci si propone è quello di far conoscere ai ragazzi la contemporaneità letteraria, si crede inoltre che la poesia degli anni sessanta abbia un valore intrinseco, nella sentita necessità di trasformarsi per poter essere contemporanea al suo tempo. Di fronte ai mutamenti socio-economici e culturali di quegli anni la poesia non rimane inerte. L'interesse portato su queste trasformazioni (sul piano del soggetto, dell’inclusività del reale e delle forme) può far conoscere le potenzialità di un genere, come quello della poesia, complicato da mediare ma di sicura importanza. La proposta, poi, di alcuni testi della più stretta contemporaneità ha il fine di mostrare ai ragazzi come tutt'oggi la poesia sia qualcosa che si scrive, si legge e che continua a dire qualcosa sul nostro mondo. 12.LUIGI MENEGHELLO. LA LINGUA DELL’ESPERIENZA (CLASSI QUINTE | 2-3 ORE) Il laboratorio percorre due principali linee di approfondimento intrecciate: da un lato esso vuole offrirsi agli studenti come percorso di conoscenza di una parte importante dell’opera di Luigi Meneghello; si configura quindi come una sorta di invito alla lettura dell’autore, proponendosi come strumento agile in grado di offrire una panoramica che incuriosisca gli studenti e li porti alla scoperta di uno degli autori più incisivi del secondo Novecento italiano. La seconda linea di approfondimento si propone di utilizzare i testi di Meneghello come strumenti di lettura e interpretazione di alcune delle categorie fondamentali della realtà italiana ad essi coeva, e non solo. L’esperienza dell’individuo, nelle parole dello scrittore, contiene gli elementi costitutivi della realtà di cui fa parte: la scrittura di essa, la sua mediazione letteraria, ci offre insostituibili strumenti che estraggono e presentano quello che lo scrittore definisce il “DNA del reale”.

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