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Autobiografia: un genere letterario

Laboratorio per il triennio

Nell’era della condivisione istantanea di frammenti della propria vita tramite Instagram, Facebook e Twitter ci capita forse raramente di soffermarci sui motivi legati allo scrivere di sé: aspetti come l’individualismo, il narcisismo e l’esibizionismo contraddistinguono (e a volte esasperano) la comunicazione sui social, ma a ben guardare hanno sempre accompagnato la storia della cultura, e in particolare della letteratura. L’obiettivo del laboratorio è quello di indagare sul genere letterario narcisista per eccellenza: l’autobiografia in quanto resoconto organico di una vita in forma narrativa. Attraverso di essa sarà possibile, infatti, ripercorrere «i mutamenti storici intervenuti nei modi di pensare e parlare dell’io in rapporto ai codici culturali che le diverse epoche storiche hanno elaborato».1 A partire dalla strategia confessionale (Confessiones di Agostino d’Ippona, Les confessions di Jean-Jacques Rousseau), la dispensa si concentrerà sulle caratteristiche dell’autobiografia moderna, il cui spirito è strettamente legato alle filosofie dell’individualismo borghese (Carlo Goldoni, Vittorio Alfieri, Charles Darwin), per poi approdare alle numerose sfaccettature presentate dal genere nel corso del Novecento: la narrativa memoriale e testimoniale connessa alla seconda guerra mondiale (Primo Levi), il romanzo autobiografico (Marguerite Duras), il racconto del proprio apprendistato intellettuale (Simone de Beauvoir, Philip Roth). La dispensa mira soprattutto a concentrare il dibattito sulle finalità della scrittura autobiografica e sulle strategie legate all’autorappresentazione e autopromozione del sé.

In lavorazione. Disponile da Gennaio 2019